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Mercoledì 24 agosto alle 3:36 del mattino c’è stato un terremoto di magnitudo 6.0 (Scala Richter) che ha causato la morte di 298 persone e con epicentro nei pressi di Amatrice e Accumoli, due piccoli paesi nella provincia di Rieti. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, fino alle ore 8 del 25 agosto sono state localizzate più di 470 repliche.
 
Arrivate le prime misure decise dal consiglio dei Ministri: deliberato lo stato d’emergenza con un primo stanziamento, ha annunciato il premier Matteo Renzi, di 50 milioni di euro. Gli interventi saranno coordinati dalla Protezione Civile. Stabilita anche la sospensione, nelle aree interessate dal sisma, degli adempimenti fiscali. Oggi si è riunita la Commissione Grandi Rischi per fare un’analisi di quanto accaduto.
 
«Non basta essere all’avanguardia nell’emergenza», ora serve una «visione comune», c’è bisogno del «progetto “Casa Italia”, dove vogliamo coinvolgere tutti – ha commentato Renzi – L’Italia può fare un salto di qualità con un progetto a lungo termine, che non sia limitato alla gestione dell’emergenza: servono lavori spediti, evitando il blocco che per cinque anni ha rallentato la ricostruzione dell’Aquila».
 
«Stalle, fienili e casolari lesionati o distrutti, macchinari inutilizzabili, energia elettrica in tilt, animali morti sotto le macerie o dispersi ma anche campi abbandonati, frane e smottamenti e strade rurali distrutte che impediscono la consegna di latte e prodotti deperibili, con la nuova scossa salgono a milioni di euro i danni provocati dal sisma nelle campagne dove è necessario far ripartire l’attività in un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti di bovini e pecore».
 
E’ quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti che, mentre continua l’azione di solidarietà degli agricoltori italiani a favore delle popolazioni nei Comuni con la distribuzione di viveri a lunga conservazione, è impegnata in interventi di sostegno alle aziende agricole colpite dalle quali dipende gran parte del futuro di queste zone.
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