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Il medioevo
La nascita del contratto di assicurazione come oggi lo intendiamo si deve ai mercanti italiani del XIV sec., i quali per primi capirono che l’assicurazione del rischio altrui, dietro il pagamento di un premio, poteva costituire un ottimo e remunerativo affare.

Secondo non pochi autori, vari documenti risalenti al primo ventennio del Trecento dimostrerebbero che a quell’epoca l’assicurazione a premio come oggi la intendiamo era già nota e praticata. Si hanno varie tracce di tale risultanza ma di data incerta. Il primo contratto indubitabilmente assicurativo del quale si abbia notizia è datato 20 febbraio 1343, e per mezzo di esso il procuratore di un mercante palermitano assicurò dieci balle di stoffa del valore di 680 fiorini, spedite per mare da Pisa alla Sicilia.

Prima di affermarsi come “tipo” contrattuale a sé stante, il contratto di assicurazione si confuse spesso con la scommessa o con il prestito ad usura, e fu guardato con sospetto dalle autorità.Spesso infatti il contratto prevedeva una clausola in virtù della quale l’assicuratore accettava di pagare l’indennizzo anche a persona priva di un concreto interesse al mancato avveramento del sinistro, ovvero a pagare l’indennizzo preventivamente pattuito a prescindere da qualsiasi prova circa l’effettivo caricamento della merce ed il valore di essa. Tali clausole in molti casi finivano per trasformare di fatto il contratto cui accedevano in una vera e propria scommessa, in virtù della quale assicuratore ed assicurato “puntavano” sull’avverarsi di un dato evento dedotto in condizione, e senza che l’entità dell’indennizzo fosse subordinata all’accertamento di un pregiudizio effettivo e concreto in capo all’assicurato.A questa tendenza vari Stati reagirono con forza, emanando vari provvedimenti repressivi delle scommesse mascherate da assicurazioni, ma senza pervenire a risultati definitivi.

Un secondo sospetto dal quale l’assicurazione medioevale dovette lottare per affrancarsi fu quello di usura. Nel 1236 papa Gregorio IX, con la decretale Naviganti, definì usurario, e quindi contrario all’etica cristiana, il profitto preteso dal mutuante nel prestito a cambio marittimo. Il contratto di assicurazione, tuttavia, era ormai troppo importante per lo svolgimento del commercio, anzi vitale; al punto che sin dai primi anni dopo la pubblicazione della Decretale “Naviganti” giuristi e canonisti si diedero a ridurne in vario modo la portata.

L’elaborazione dottrinale
Se nei secoli XIV e XV l’assicurazione si affermò come contratto autonomo e si sviluppò rapidamente, nei secoli XVI-XVIII il nuovo tipo contrattuale ricevette in tutta Europa una sistemazione compiuta: a partire dal Cinquecento si registra l’apparizione dei primi trattati interamente dedicati all’assicurazione. Le prime leggi in materia assicurativa risalgono al 1363, e vennero promulgate a Genova. Seguirono altri e numerosi interventi in molti stati italiani, ma una prima disciplina organica si ebbe soltanto nella prima metà del XV sec., con le cinque Ordinanze di Barcellona, emesse tra il 1435 ed il 1484 dai magistrati comunali della città catalana, con i quali vennero disciplinati non solo aspetti pubblicistici dell’attività assicurativa (norme repressive delle frodi, limiti alla opponibilità delle eccezioni pretestuose), ma anche aspetti eminentemente privatistici, come la disciplina per la liquidazione dell’indennizzo. Due secoli dopo toccò alla Francia mettere a punto un provvedimento normativo destinato a divenire un modello per i legislatori, i commercianti e gli uomini d’affari di tutta Europa. Nel 1681, infatti, Luigi XIV promulgò l’Ordonnance de la Marine, preparata dal ministro Colbert, la quale compendiò in un capo ad hoc (“Des assurances”) ed in 74 paragrafi i princìpi fondamentali dell’attività assicurativa, e spianò la strada agli estensori del Code de commerce.

Naturalmente le Ordinanze di Barcellona e l’Ordonnance de la Marine non furono gli unici testi emanati per disciplinare l’attività assicurativa ed il contratto di assicurazione: la produzione normativa su questo argomento fu copiosa anche a Genova, Firenze, Venezia, nel Vicereame di Napoli, in Olanda, in Spagna.

L’assicurazione diventa moderna
Nel Settecento diventano ormai inarrestabili due fenomeni che contribuiranno in modo decisivo alla evoluzione in senso moderno dell’attività assicurativa: lo sviluppo di rami diversi dall’assicurazione dei trasporti marittimi, e la nascita delle compagnie. In verità l’attività assicurativa aveva sempre rappresentato un’attività imprenditoriale, e non di rado i mercanti toscani del Trecento si associavano per gestirla. Si trattava tuttavia, anche in quest’ultimo caso, di una semplice coassicurazione, e non di una società commerciale. Fu soltanto a partire dalla fine del Seicento che, con l’emergere della società per azioni, in Olanda ed in Inghilterra cominciarono ad affacciarsi sul mercato società di capitali dedite all’attività assicurativa. Questa emersione fu favorita da almeno tre diversi e concorrenti fattori; lo sviluppo straordinario dei traffici marittimi; il pericolo la dubbia solvibilità dell’assicuratore tradizionale, rappresentato da un individuo singolo; ed infine lo sviluppo delle scienze statistiche ed attuariali, che consentivano – a chi avesse raccolto una grande massa di premi – di potere pianificare con ragionevole attendibilità i costi che avrebbe sostenuto nel medio-lungo periodo, e rendere in tal modo l’assicurazione una operazione sempre vantaggiosa per l’assicuratore. E’ infatti tra il XVII ed il XVIII sec. che vengono gettate le basi scientifiche della statistica, vale a dire della scienza che più di ogni altra è necessaria al lavoro dell’assicuratore moderno. Ricordiamo importanti autori e studiosi come: Edmund Halley (1656-1742), Blaise Pascal (1623-1662) Pierre de Fermat (1601-1665), fu l’inventore del Jakob Bernoulli (1654-1705), Jan de Witt (1625-1672) e Johannes Hudde (1628-1704), Abraham de Moivre (1667-1754).

Le prime compagnie assicuratrici in forma di società di capitali vennero costituite in Inghilterra. La prima in assoluto di cui si abbia notizia certa è la Fire Office, fondata a Londra da Nicholas Barbon nel 1680, e dedita all’assicurazione contro gli incendi. Gli anni successivi videro una costante ed inarrestabile crescita per numero e per dimensioni delle società assicuratrici: in tutta Europa.

Fonte: dirittoAssicurativo.it

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