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Cenni storici intorno ai principali rami di assicurazione.
Assicurazione marittima – La prima forma di assicurazione fu quella marittima, che risale al basso Medioevo. Il fatto è perfettamente logico, ove si pensi all’importanza assunta dal traffico per via di mare sin dall’età delle Crociate, e al desiderio di mettersi al riparo dai rischi gravi che esso comportava. Ed è altrettanto naturale che le forme assicurative abbiano la loro origine nelle città marittime italiane, allora alla testa della navigazione e del traffico europeo. La prima polizza sarebbe stata redatta a Pisa nel 1381, come indica il Bensa.
In Francia notevole è l’ordinanza di Luigi XIV del 1681, riprodotta in gran parte nel codice di commercio napoleonico. Le guidon de la mer, che ricordiamo per la sua importanza storica, è un piccolo volume, compilato, come spiega la prefazione, da due ricchi ed esperti negozianti di Rouen. Esso, che era in uso in Francia nel 1660, e che fu considerato come la più autorevole fonte in materia assicurativa, detta norme e regole riguardanti le assicurazioni marittime e le altre esercitate nel sec. XVI.
In Inghilterra l’assicurazione marittima ebbe inizio per opera di banchieri lombardi, rifugiatisi a Londra tra il sec. XIII e il XIV.Dal 1700 in poi il grande sviluppo avuto dall’assicurazione marittima si deve al Lloyd, organismo potentissimo e d’importanza mondiale (v. lloyd).Come nell’Occidente, così nell’Oriente l’influenza italiana si manifesta nel campo assicurativo, e ci è dato ancora attualmente di notare nelle polizze di sicurtà levantine, brani e frasi dell’antica polizza della gloriosa Trieste.
Assicurazione contro l’incendio – L’assicurazione contro l’incendio non poteva prestarsi a formare oggetto di operazioni speculative e, per lo stesso suo carattere, ebbe uno svolgimento iniziale diverso da quello delle altre forme di garanzia. Nel sec. XVI l’assicurazione incendio, in alcuni stati tedeschi, fu resa obbligatoria e dette luogo a una imposta speciale che i cittadini pagavano per il risarcimento dei danni prodotti dal fuoco.
Pochi documenti si hanno intorno allo sviluppo dell’assicurazione incendio in Inghilterra, prima della metà del sec. XVII, ma il disastroso incendio del 1666, richiamò l’attenzione sulla gravità del soggetto e ben presto in Londra si organizzarono appositi uffici di assicurazione. Il sistema mutuo fu largamente applicato e una compagnia adottò l’ipotesi tecnica che una casa su duecento bruciasse ogni quindici anni.
Secondo il Walford, la pratica assicurativa contro l’incendio era forse in uso da molto tempo in Italia.
Nel sec. XVIII esistevano numerose compagnie e si era già manifestata la rivalità tra sistema mutuo e sistema a premio fisso. In Amburgo, verso il 1670, fu fondato il primo istituto per l’assicurazione contro gli incendi degli immobili, la Hamburger Feuerkasse e nel 1684 in Inghilterra si costituì la prima compagnia privata, la Friendly Society Fire Office. Prima del 1720 le assicurazioni marittime e incendio erano organizzate in tutti i grandi centri dell’industria e del commercio.
Assicurazione sulla vita – Il primo contratto di assicurazione sulla vita fu stipulato nel 1583 a Londra sulla testa di certo William Gibbons, per garantire il pagamento di una somma se la morte dell’assicurato fosse avvenuta entro un anno. Il sinistro accadde e dette luogo a contestazioni e a giudizio di tribunale. Al principio del sec. XVIII, si stipulavano presso molti uffici inglesi assicurazioni sulle nascite; ogni socio pagava una quota fissa per ogni bimbo battezzato finché non ne avesse uno proprio, e allora riscuoteva una somma ritenuta sufficiente all’educazione del figlio.
L’assicurazione cosiddetta dotale era già in uso in Italia fin dal sec. XVI, come risulterebbe da uno statuto fiorentino del 1522, indicato dal Bensa.
Ben presto però le operazioni assicurative, trattate da assicuratori singoli, nel solo intento di trarne largo profitto, furono inquinate da abusi di ogni genere e finirono col degenerare in scommesse, in giochi e in odiose speculazioni. In un certo periodo di tempo, esse ebbero per oggetto gli eventi più strani; si fecero scommesse sulla longevità dei sovrani e dei principi, sulla gravidanza delle donne, sulla vita di uomini politici, su vittorie e sconfitte ecc. Tale stato di cose provocò le ordinanze e gli statuti a cui già si è fatto cenno e le misure proibitive (assicurazioni marittime), applicate senza distinzione a tutte le forme di garanzia, colpirono come operazione speculativa anche l’assicurazione sulla vita, e ne ostacolarono il progresso.
In Francia l’assicurazione sulla vita subì l’influenza della tontina, specie di operazione vitalizia proposta dall’italiano Lorenzo Tonti, segretario del cardinale Mazarino.
L’assicurazione sulla vita sarebbe rimasta ancora per molto tempo allo stato primitivo, se il calcolo delle probabilità, creato nel 1662 per opera di Pascal e di Fermat, e la tavola di mortalità, costruita con metodo scientifico nel 1693 dall’astronomo Halley, non avessero offerti gli elementi fondamentali del suo congegno tecnico. Il primo abbozzo di tavola di mortalità, in base ai registri mortuari che in Inghilterra le parrocchie tenevano dopo il 1603, si deve a John Graunt (1662) e a Petty (1662). Quest’ultimo pubblicò un saggio, Duplicate Proportion, in cui si propose di studiare il rapporto che intercede tra la radice quadrata dell’età e la probabilità di raggiungere settanta anni. L’olandese Giovanni De Witt (1671), valendosi del lavoro di Petty, aveva esposto, prima di Halley, il metodo esatto per calcolare un’annualità vitalizia. Halley costruì la tavola di mortalità su dati d’osservazione raccolti dal Neumann e riguardanti la città di Breslavia; tali dati furono da lui ritenuti più idonei allo scopo di quelli che avrebbe potuto offrire Londra, ove agivano fortemente fenomeni migratori.
Solo un secolo dopo però ,ossia nel 1705, si fondava in Londra la prima compagnia di assicurazioni sulla vita, The Amicable (Society for a perpetual Assurance Office), ma, come altre istituzioni sorte negli ultimi anni del Seicento, non seppe trarre alcun partito dalla scoperta di Pascal e dai lavori di Halley.
È solo nel 1825 che viene fondata in Italia, e precisamente a Milano, la prima società per azioni di assicurazione sulla vita e contro l’incendio. La Compagnia di assicurazione di Milano sul principio trova la via difficile, ma dopo il 1859 si estende gradatamente e si afferma tra le prime compagnie di assicurazione. Nel Piemonte gli istituti di previdenza prendono salde radici; Carlo Felice, convinto dei benefici dell’istituto assicurativo per le esperienze dell’Inghilterra, della Germania e della Francia, con sue regie patenti del 13 gennaio 1825 autorizza a funzionare a Torino la Società reale di assicurazione mutua a quota fissa contro i danni degli incendi; un’altra ne sorge per autorizzazione di Carlo Alberto: la Compagnia anonima di assicurazione contro l’incendio. È da ricordare anche la Società di assicurazioni diverse, sorta in Napoli nel 1825.
Lo sviluppo dei traffici, il propagarsi delle relazioni commerciali, l’incremento della vita economica dei paesi hanno generato nuovi bisogni, nuove esigenze, donde nuove forme di assicurazione si sono venute creando. La vita dell’uomo, il suo lavoro e le sue proprietà hanno così trovato, col funzionamento dell’istituto assicuratore, tutte le protezioni, le quali si concretano nelle varie forme assicurative oggi in uso in tutti i paesi.
Fonte: Treccani.it

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