Menu

Con la recente pronuncia n. 5877 del marzo 2016 avente per tema la responsabilità del “custode” (ex art. 2051 c.c.) per l’allagamento provocato in alcuni locali della ricorrente posti in fabbricato condominiale, a causa della esondazione di un sottopasso e precipitazioni da un pluviale del condominio, la Corte di Cassazione ribalta le due decisioni emesse nei due gradi precedenti e bacchetta l’amministrazione comunale per mal governo della cosa pubblica, analogamente quella condominiale, con le rispettive compagnie di assicurazione.

Lo stato della questione giuridica posta alla nostra attenzione risale ad altre sentenze della Cassazione, ultime la n. 5267 del 1991, n. 5133 del 1998, n. 5658 del 2010, aventi per tema i fenomeni di pioggia eccezionale e la sussistenza o meno del “caso fortuito”, come esimente da responsabilità.Da tutte si evince che le precipitazioni atmosferiche straordinarie e imprevedibili non valgono da sole ad interrompere il nesso di causalità esistente tra la condotta, in prevalenza omissiva, di chi è tenuto a sorvegliare sui beni e l’evento dannoso: “il carattere eccezionale di un fenomeno naturale, nel senso di una sua ricorrenza saltuaria anche se non frequente, non è sufficiente a configurare il caso fortuito, in quanto non ne esclude la prevedibilità in base alla comune esperienza“.

Con queste premesse comprendiamo il perché la Suprema Corte ritenga fondamentale indagare le caratteristiche e la mancanza di efficienza del funzionamento delle elettropompe installate dal Comune, l’osservanza delle norme tecniche sull’esecuzione dei lavori, l’omessa o carente manutenzione del sistema fognario, lo stato di rottura o disconnessione del pluviale condominiale; e ancora, per rifarci ad altri casi, la pulizia dei sistemi di smaltimento delle acque e l’osservanza da parte della Pubblica Amministrazione delle leggi e regolamenti, a tutela dell’incolumità pubblica, che disciplinano il compimento e il mantenimento delle opere pubbliche, nonché delle comuni norme di diligenza e prudenza. Fattori questi idonei a far sorgere una responsabilità civile o un grado di corresponsabilità di chi è chiamato ad amministrare e sorvegliare sulla cosa.

La possibilità di invocare il fortuito (…) deve, difatti, ritenersi ammessa nel solo caso in cui il fattore causale estraneo al soggetto danneggiante abbia un’efficacia di tale intensità da interrompere tout court il nesso eziologico tra la cosa (la condotta, ndr) e l’evento lesivo, di tal che esso possa essere considerato una causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento. E’ evidente, perciò, che un temporale di particolare forza ed intensità, protrattesi nel tempo e con modalità tali da uscire fuori dai normali canoni della meteorologia, può, in astratto, integrare gli estremi del caso fortuito o della forza maggiore, salva l’ipotesi – predicabile nel caso di specie – in cui sia stata accertata l’esistenza di condotte astrattamente idonee a configurare una (cor)responsabilità del soggetto che invoca l’esimente in questione.“.

È utile sapere che…

Alcune nozioni utili per capire come il perito di parte opera nel tuo interesse.