Menu

Un mobilificio operante in un comune vicino Monza subiva danni al fabbricato e contenuti: l’evento dannoso si manifestava nella notte tra il 5 e il 6 ottobre 1999, quando durante un violento nubifragio si verificava l’accumulo di grandine all’interno dei pluviali e sulle grondaie causa intasamento o occlusione di essi, “impedendo all’acqua piovana di defluire regolarmente e provocando il rigurgito della stessa all’interno dei locali contenenti gli enti assicurati”.Mentre la ditta assicurata sosteneva che il danno era coperto dalla garanzia assicurativa “allagamento”, la compagnia convenuta eccepiva l’inoperatività della polizza poiché l’acqua era penetrata gradualmente e con lentezza, quindi era configurabile l’ipotesi della “infiltrazione” e non dell’allagamento.

Il giudice, ascoltati i testimoni, dà ragione all’assicurata: ritiene che il fenomeno non possa essere ricondotto al concetto di infiltrazione in quanto si è trattato di un evento repentino, verificatosi in occasione di un temporale notturno, e consistente.
In questo modo la sentenza recepisce per intero nella definizione di “allagamento” i parametri valutativi forniti dall’ANIA in una passata delibera secondo cui per allagamento deve intendersi “residualmente, una serie di fenomeni caratterizzati da accumulo e spandimento di acqua non rientranti nell’ambito dell’inondazione o dell’alluvione” (allegato alla Circolare n. 46/1994/Inc. 4 del 28.2.1994). La sezione tecnica dell’ANIA considera tipica la situazione dell’allagamento verificatosi per effetto di occlusione di gronde o pluviali dovuta a pioggia o grandine, con accumulo di acqua esterno, tracimazione all’interno del fabbricato, e conseguente bagnamento; anche nella fattispecie l’accumulo era sul tetto con bagnamento avvenuto per caduta diretta dall’alto sul contenuto (allagamento dall’alto).

Noi rileviamo l’altro aspetto della suddetta circolare ANIA che per distinguere fa riferimento alle differenze tempistiche dei due eventi per cui l’infiltrazione è una manifestazione graduale nel tempo e caratterizzata da lentezza mentre l’allagamento è evento repentino.

In quest’ottica la garanzia “allagamento” in quanto categoria residuale avente la la portata di una “all risks” dell’acqua, assume altresì una certa importanza per la copertura di quegli eventi dannosi che si manifestano in assenza di rotture, lesioni, brecce, al manto di copertura o altre parti del fabbricato, condizioni necessarie per poter attivare la garanzia fenomeni atmosferici.

[ALLEGATO alla circolare n. 46/1994/Inc. 4 del 28.2.1994.

ANIA – SEZIONE TECNICA PER LE ASSICURAZIONI INCENDIO – COMMISSIONE CONDIZIONI PARTICOLARI E PATTI SPECIALI
La garanzia “inondazioni, alluvioni e allagamenti” può essere considerata, anche se in termini semplificati, una “all risks” dell’acqua.
Sono, infatti, garantiti i danni materiali e diretti prodotti dall’acqua nelle sue diverse manifestazioni. In particolare, al fine di verificare l’operatività della garanzia sono individuate due macrotipologie di evento:
– la componente “inondazioni – alluvioni”;
– la componente “allagamento”.
E’ opportuno sottolineare che il termine “allagamento” individua, residualmente, una serie di fenomeni caratterizzati da accumulo e spandimento di acqua non rientranti nell’ambito dell’inondazione o dell’alluvione.
Tali tipologie di evento sono delimitate dalle seguenti manifestazioni:
– fenomeni esposti ad antiselettività (antiselezione del rischio, ndr) o che richiedono una collocazione specifica (mareggiata, marea, maremoto) oppure prestati con specifica garanzia (colaggio da impianti automatici di estinzione);
– eventi di natura non accidentale o con manifestazione graduale nel tempo (umidità, stillicidio, trasudamento, infiltrazione).

Il caso specifico proposto dall’Associata, dal punto di vista causale, coinvolge la seconda componente. In questa prospettiva, è quindi necessario verificare la sussistenza dei seguenti requisiti di indennizzabilità:
1. l’esistenza della componente “allagamento”;
2. il rapporto causale tra la componente e il danno materiale e diretto
agli enti assicurati.
Relativamente alla prima fattispecie proposta, la dinamica dell’evento configura una situazione tipica di operatività della prestazione:
– occlusione di gronde e pluviali (o ridotta capacità di smaltimento)
per effetto di pioggia o grandine;
– accumulo esterno di acqua;
– tracimazione all’interno del fabbricato;
– bagnamento del contenuto.
Anche per quanto riguarda il secondo caso, risulta discriminante ai fini dell’operatività della copertura il manifestarsi di un fenomeno di allagamento (inteso nei termini sopra indicati). La non ermetica chiusura dei serramenti, a fronte di un fenomeno di allagamento, non può essere considerata infiltrazione in quanto mancano i presupposti di gradualità e lentezza che ne giustificano l’esclusione.
L’apertura delle finestre a seguito della violenza del vento sembra, invece, configurare un danno diretto di bagnamento senza il presupposto determinante dell’allagamento.
In tal caso non sussistono i requisiti minimi di operatività della copertura.
E’ utile sottolineare che, in entrambe le casistiche sottoposte, l’indennizzabilità generica riscontrata (esistenza di allagamento, rapporto causale tra allagamento e danno materiale diretto) … (omissis). In particolare si ritiene possa essere rilevante l’aspetto temporale (tempo di accumulo – tempo di allagamento) in merito agli oneri di salvataggio e di diligenza dell’Assicurato.].

È utile sapere che…

Alcune nozioni utili per capire come il perito di parte opera nel tuo interesse.